ZAUBERKRAFT ZANZOTTO

ZAUBERKRAFT, L’OVALE PERFETTO SECONDO ANDREA ZANZOTTO ♦ Opera poetica per Banda Musicale e Attore

DEBUTTO
21 ottobre 2022
Pieve di Soligo (TV)

SANDRO BUZZATTI ideazione e interpretazione
MARTA DALLA VIA regia e drammaturgia
PAOLO TRONCON musiche originali
BANDA MUSICALE diretta da Luigi Vitale
ELVIRA FANTIN E NERELLA BARAZZUOL consulenza letteraria
CRISTINA PALUMBO organizzazione e cura
CIKALE OPEROSE – ECHIDNA PAESAGGIO CULTURALE produzione
Con il contributo del Comune di Pieve di Soligo (TV)

 

Alla ricerca delle figure femminili nell’opera di Andra Zanzotto. Uno spettacolo in bilico tra narrazione, musica e poesia.

Portare la poesia in mezzo alla gente e far sostare la gente in mezzo alla
poesia è la spinta fondante di questo progetto.
Per permettere a tutti di entrare in questo Eden della lingua Matria, useremo la chiave speciale di una tradizione orale molto diffusa in tutto il
territorio veneto e declinata in tanti idiomi e idioletti: la fiaba del Barba
Zhucòn. Una favola che mette in luce una relazione di genere che prevedrebbe un maschio orco, una madre e una figlia come potenziali vittime di una sopraffazione ma che, invece, si rovescia facendo emergere un duo femminile pregno di coraggio e astuzia.
Sono donne che oltrepassano i confini predefiniti dalle convenzioni sociali arrivando a ridicolizzare la fonte delle loro paure.

Come mai Zanzotto ha scomodato la sua penna per riscrivere a suo modo
una storia così largamente conosciuta?

Abbiamo voluto rispondere aggiungendo materia poetica per conoscere (e riconoscere) le altre donne che popolano l’universo di questo artista.
La Nene della Cal Santa: indipendente creativa e libera, colei che, nella sua cucina sa mettere insieme le piccole cose domestiche con l’eterno.
La Maria Carpéla, emblema della bontà, che andava a cucire per le case alla quale spetta con certezza il paradiso.
La Marieta Tamóda che non smetteva di pensare ai racconti del “primo dei Dumas” tanto che “non c’è letterato, avvocato, né profeta che abbia letto scartafacci più di lei”.
E ancora la Pina, la vedova Bres, la Urora, la Neta, la Teresa… un esercito di umanissime muse andranno a nutrire uno stomaco collettivo.

Una banda musicale, espressione ancora una volta di un sentire popolare legato all’agorà, sarà parte integrante di questa drammaturgia. La partitura originale scritta dal maestro Paolo Troncon ci fa da mappa per non farci smarrire. Come nel celeberrimo Pierino e il Lupo di Prokof’ev, gli strumenti diventano personaggio e dipingono donne, atmosfere e sentimenti legando in maniera indissolubile le melodie alle parole.

 
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