PÉTER PAN, IL SOLDATO

Péter Pan, il soldato

Cima Grappa. Ossario di guerra. Settore Nord. Da quasi settant’anni sulla lapide numero 107 avviene un fatto curioso: qualcuno posa ogni giorno fiori di campo, sassi di montagna e piccole conchiglie.
Il nome del soldato che riposa in quella tomba è Péter Pan.
Inevitabile il richiamo alla memoria del personaggio nato dalla geniale penna di James Matthew Barrie: ma se il Peter Pan delle favola è il ragazzo che non vuole crescere, il soldato Péter Pan, diversamente dal suo omonino, non viveva in una favola, non poteva volare, e, come tutta una generazione, fu arruolato ed inviato suo malgrado al fronte, dove morì il 19 settembre 1918, a pochi giorni dal termine del primo conflitto mondiale.

 

SPUNTI DIDATTICI E DI APPROFONDIMENTO

Parlare di guerra ai giovani non è facile. Le celebrazioni per il centenario della Grande Guerra possono essere l’occasione di offrire una proposta di approfondimento accattivante nella forma, ma non per questo meno efficace nel contenuto.
Ma la Storia è pretesto originale per incoraggiare un senso critico anche nei confronti dell’attualità, visto l’ampliarsi dell’odioso fenomeno dei bambini-soldato in diverse parti del mondo, non così lontane da noi.

Nel 1917 la guerra si prese tutta la classe del 1899 e, dopo la disfatta di Caporetto, toccò ai “bambocci” del 1900, preludio ai dodicenni della Hitlerjugend chiamati da Adolf Hitler nel 1945 a difendere Berlino.
Oggi sono più di trecentomila i baby-soldato, come i sozaboy –bambini africani combattenti nelle guerre civili– raccontati da Ken Saro-Wiwa, che, armati di kalashnikov, Ak47 o di fucili d’assalto americani M16, leggeri da caricare e maneggiare come armi giocattolo, hanno negli occhi la stessa malinconia che probabilmente aveva il soldato Péter Pan: la malinconia di chi ha visto il mostro negli occhi.

 

Fascia d’età a cui lo spettacolo è destinato: dagli 11 anni

Tecniche e linguaggi teatrali utilizzati: Teatro di narrazione e di figura

PROMO

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PHOTO GALLERY

Drammaturgia David Conati
Dramaturg Marco Gnaccolini
Canzoni originali David Conati
da un’idea di Giampaolo Fioretti
Regia Michele Modesto Casarin
Con Michele Modesto Casarin, Matteo Fresch, Pierdomenico Simone
Aiuto regia Manuela Massimi
Assistente alla regia Marianna Fernetich
Maschere Stefano Perocco di Meduna
Selezione musicale e arrangiamenti  Pierdomenico  Simone
Realizzazione scene Alessandra Dolce
Realizzazione costumi Caterina Volpato
Oggetti di scena Marcello Chiarenza
Burattino Giulio Canestrelli
Ufficio Stampa Cinzia Benetazzo
Organizzazione Emanuele Pasqualini, Alessandra Lazzaro, Karin Finchi
Grafica Simona dell’Orto

Foto di Anna Pierobon