OLTRECONFINE UNGARETTI - la graphic novel
IL TEMPO CHE CI E’ RIMASTO ANCORA
– graphic novel –
Soggetto e sceneggiatura Simona Dell’Orto
Editor Alessandra Lazzaro
Progetto grafico e illustrazioni Simona Dell’Orto
Il tempo che ci è rimasto ancora è l’atto finale di “Oltreconfine Ungaretti”, progetto di rete finanziato dalla Regione Friuli nell’ambito del bando dedicato a Ungaretti.
Comune capofila del progetto: Sagrado
La rete: Campolongo Tapogliano, Doberdò del Lago, Mariano del Friuli, Romans d’Isonzo, Santa Maria la Longa, Savogna d’Isonzo e il Gruppo Speleologico Carsico in qualità di partner; i Comuni di Gorizia e Nova Gorica nell’ambito degli eventi di “GO!2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025”.
Hanno collaborato al progetto l’ISIS Galilei-Fermi-Pacassi e il Polo liceale sloveno Trubar-Gregorčič di Gorizia.
Progetto inserito nelle manifestazioni di Go!2025
Si ringrazia Aleksandra Devetak del Circolo Culturale di Sdradussina (Sagrado, Gorizia) per le gentili traduzioni.
NOTE DELL’AUTRICE
Simona Dell’Orto
“Il tempo che ci è rimasto ancora…” nasce nell’ambito di Oltreconfine Ungaretti, atto conclusivo di un progetto che ha voluto indagare la figura dell’uomo-poeta al di là della narrazione nota.
La graphic novel è un ulteriore “andare oltre”, uno spogliare la Storia dei sui connotati riconoscibili per restituire momenti che sono stati comuni a chiunque -civile o militare- abbia vissuto o viva tuttora la tragedia di una guerra.
Per questa ragione il soldato non ha nome né dettagli che possano indicare la sua appartenenza a un determinato esercito: è semplicemente “un soldato”, un topos, una figura universale. Idem per la ragazza, alter-ego e incarnazione di tutta la società civile.
Nel procedere speculare della loro giornata, la quotidianità ha qualcosa di distorto, sia per l’uno -costretto in trincea- sia per l’altra, in un villaggio la cui vita e i cui consueti gesti sono nuovi, cambiati, adattati alla contingenza, falsati dal filtro invisibile ma potentissimo del conflitto.
È una giornata qualsiasi ma in uno stato alterato della realtà, una dimensione parallela scandita da nuovi ritmi, nuove routine, a tempo indeterminato. E “quanto tempo resta” ancora… non si sa.
Da qui nasce l’esigenza stilistica dell’assenza del colore e del ricorso al bianco e nero, con poche tonalità di grigio. Una desaturazione della realtà che vuole anche suggerire l’essenzialità della poesia.
Proprio la poesia infatti attraversa le tavole, a sprazzi, a versi volutamente estrapolati dal loro contesto come strappati alle loro vite ordinarie sono state le migliaia di civili e soldati, vittime incolpevoli di un disegno più grande senza senso.
La lingua della poesia offre allora la voce perfetta a questo scarto tra l’assurdo e il tragico, che mai esala il suo ultimo respiro, che tuttora imperversa violento e drammatico in altre parti del mondo.
La voce poetica non è solo quella ungarettiana ma anche quella di poeti e poetesse sloveni, perché le lingue possono anche essere diverse, ma il linguaggio poetico è universale e attraversa lo spazio e il tempo con immutata forza, con il potere ineguagliabile dell’evocazione.
NOTE DEL DIRETTORE ARTISTICO
Francesco Accomando
Quando incontrai per la prima volta l’illustratrice Simona Dall’Orto l’obiettivo era stabilire le coordinate di impostazione della graphic novel. Le dissi, in qualità di direttore artistico, che aveva un’ampia libertà e un’autonomia nel creare l’opera. Desideravo che il fumetto fosse un punto di vista artistico diverso sul tema dell’incontro e dell’unione tra cultura italiana e cultura slovena. Le assegnavo solo tre vincoli di carattere generale: la presenza di un conflitto, due protagonisti – un lui italiano e una lei slovena – e l’incontro ideale tra il poesia italiana di Giuseppe Ungaretti e quella slovena di Ljubka Šorli e Vida Jeraj. IL fumetto non doveva però essere la storia di due poeti ma piuttosto le liriche dei poeti dovevano ispirare la sua parte di racconto e testuale.
Mentre lei procedeva con il lavoro io ho iniziato a costruire un breve dialogo per un attore italiano e un attrice slovena, e saremo io e Tjaša Ruzzier, sempre utilizzando le liriche o frammenti di liriche degli stessi poeti. E qui voglio ringraziare Aleksandra Devetak del Circolo Culturale di Sdraussina per la collaborazione, con il suo preziosissimo lavoro di scelta delle liriche slovene e della loro traduzione in italiano.
Il dialogo però ha preso una direzione diversa da quella della graphic novel e per questo li vedrete separati: prima la lettura del dialogo e poi la graphic novel in un montaggio video con musiche originali di Franco Feruglio. Con il dialogo raccontiamo le emozioni, i sentimenti e gli stati d’animo di un soldato nelle zone di combattimento in parallelo con quelli di una fidanzata e una madre. Quando ho visto le tavole di Simona sono rimasto colpito dal fatto che alcune erano più dettagliate e con forti chiaro scuri, altre più abbozzate e come se l’ambiente fosse accecato da una luce grigia. Abbozzata e incompleta è anche la storia, il nostro presente, spesso accecato da pregiudizi e preconcetti.
Entrambi, lettura e fumetto, sono testimonianza di una volontà a far correre la cultura italiana e slovena insieme, su due binari paralleli verso un incontro, un legame vero e una profonda unione. Sia il dialogo che il fumetto hanno al loro interno le due storie parallele che mostrano aspetti di una comunanza, nella profonda differenza della lingua e della cultura. Un dialogo verso una unione, all’insegna di quell’Unione Europea, in verità tutta da costruire, e fa i conti, in questo nostro territorio, anche con l’eredità pesante di tre guerre, la prima del 1914-1918, la seconda del 1939-1945 e la terza, la “guerra fredda” che sulla linea del confine che fu italo jugoslavo si è tinta di altri fatti drammatici. Un’eredità di sofferenze, di dolore, di violenze ma anche di speranze, amicizie e amori. La nostra è la testimonianza di un passato e un augurio per il futuro.
Simona Dell’Orto
Graphic designer e illustratrice di prodotti editoriali per varie fasce d’età. Per lei, ogni progetto è un’appassionante avventura, fatta di colori, fonts e illustrazioni con cui esprime l’emozione che le dà il suo lavoro. Ha collaborato a diversi progetti con Cikale Operose, Clementoni, Giunti, Raffaello Ragazzi e Il Mulino a vento, Eli, Nuinui, Coccole books, Rainbow, Tridimensional, Rusconi editore, Onda Edizioni, Giaconi Editore, Lisciani Giochi.
Alessandra Lazzaro
Laureata a Venezia in Tecniche Artistiche e dello Spettacolo, ha esperienze nel campo dell’editoria e del teatro. Ha collaborato con festival di teatro e cinema. Ha pubblicato un breve saggio di critica cinematografica e ha collaborato come redattore aggiunto a due volumi sulla storia della sanità a Venezia durante il periodo di stage universitario per il CISO Veneto e, per i tomi riguardanti la musica, al Grande Dizionario Enciclopedico edito da UTET.
Si è avvicinata al teatro lavorando per la Compagnia vicentina La Piccionaia – I Carrara; è socia fondatrice dell’Associazione Culturale Cikale Operose e ora collabora con artisti e compagnie del territorio, in particolare con Antonio Panzuto e Roerso Mondo, occupandosi di organizzazione, distribuzione, creazione di progetti e laboratori.


